I Popolari - Chi siamo

L'Associazione "I Popolari" non utilizza in alcun modo cookie di profilazione.

 

 

 

 

"I Popolari"

 

Associazione della provincia di Lecco

 

Sede: Via Balicco 111, Lecco - tel. 338.4028088

email: popolari.lecco@fastwebnet.it

 

webmaster: info@popolarilecchesi.it

Chi siamo

 

i Popolari

della provincia di Lecco nascono come associazione nel settembre 2002 per volontà di un gruppo di amici a seguito delle decisioni assunte nell’ultimo congresso nazionale del Partito Popolare. In tale consesso si decise di sospendere l’attività del partito e venne assunto l’impegno di procedere alla costituzione di una associazione politico-culturale con la finalità di “alimentare l’elaborazione politica e culturale del popolarismo, conservarne la storia, trasmetterne l’esperienza e le idealità alle future generazioni”.

L’Associazione “I Popolari” ha fra le proprie finalità, quindi, la salvaguardia della cultura del popolarismo; non ha natura partitica, propone una presenza viva del cattolicesimo democratico, promuove l’impegno civile e si prefigge di operare per la costruzione di una convivenza solidale, eticamente fondata in grado di guidare il cambiamento e renderlo strumento di crescita dell’uomo e della comunità”.

Siamo un’associazione culturale. Il concetto di cultura, però, riteniamo non possa essere considerato come qualcosa di polveroso da identificare con la staticità e la riproposizione di modi datati di pensare e leggere la realtà, perché la stessa è in continua evoluzione.

Fatti salvi i principi e i valori, riteniamo necessarie opportune riflessioni, nuove elaborazioni, coniugare i principi fondamentali con la realtà odierna e prima ancora riuscire a leggerla nel modo più obiettivo possibile.

 

 

Perché oggi i Popolari lecchesi?

 

I “Popolari” sono un’associazione che si occupa di cultura politica, non un partito, anche se il nome richiama esperienze politiche avviate nel secolo scorso.

Lo Statuto afferma che “l‘Associazione ha lo scopo di realizzare attività ed iniziative che mantengano viva ed attuale la presenza organizzata del cattolicesimo democratico nella vita politica e sociale del territorio della Provincia di Lecco ed intende operare affinché l’ispirazione cristiana sia ancora fonte di impegno civile e capace di progettare una convivenza solidale, eticamente fondata, in grado di guidare il cambiamento e di renderlo strumento di crescita dell’uomo e della comunità. A tale fine l’Associazione potrà operare esclusivamente nei settori della formazione, della promozione culturale, della ricerca nel campo della storia e della scienza umana e sociale, e nei settori a questi strettamente connessi…..”

Un’associazione culturale, quindi. Tuttavia, il concetto di cultura non può essere considerato come qualcosa di polveroso da identificare con la staticità e la riproposizione di modi datati di pensare e leggere la realtà, poiché la stessa è in continua evoluzione.

Fatti salvi i principi e i valori tutt’ora validi, i Popolari ritengono necessario coniugare gli stessi con i problemi dell’oggi e procedere a nuove elaborazioni in grado di superare la tradizionale contrapposizione fra destra e sinistra, divenuta per certi versi una questione nominale non più in grado di assicurare il rispetto dei diritti e delle esigenze delle persone .

Si sta delineando sempre più chiaramente la nuova frontiera che è quella fra democrazia e populismo e in questo scenario anche i Popolari sono interpellati e sollecitati a rinnovare la propria opzione a favore della democrazia, resistendo alla facile tentazione di schierarsi in modo acritico con gli uni o gli altri.

L’azione de “I Popolari” si prefigge di approfondire ed elaborare posizioni anche critiche e farle conoscere, poiché vogliono esercitare la cittadinanza attiva nell’ambito della comunità civile e politica, con riferimento ai valori della Costituzione e all’imperativo della pace.

Cerchiamo di raccogliere adesioni tra gli amici che condividono queste impostazioni per essere più numerosi ed efficaci nel perseguimento dei nostri obiettivi.

 

Marzo 2013

 

Associazione “I Popolari”

via Balicco 111 - Lecco

cell. 338/4028088 - popolari.lecco@fastwebnet.it

 

Amministrazione

il Consiglio Direttivo

 

TRIENNIO 2015-2018

* Bruno Manzini Presidente

* Paolo Autelitano Vicepresidente

* Angelo Meroni Segretario - tesoriere

* Vittorio Cazzaniga Consigliere

* Gianclaudio Tagliaferri Consigliere

* Gabriella Della Bella Consigliere

* Celestino Proserpio Consigliere

 

 

TRIENNIO 2012-2015 (in scadenza ordinaria)

* Bruno Manzini Presidente

* Angelo Meroni Segretario - tesoriere

* Paolo Autelitano Consigliere

* Vittorio Cazzaniga Consigliere

* Gabriella Della Bella Consigliere

* Celestino Proserpio Consigliere

 

 

 

 

Associazione “I Popolari”

via Balicco 111 - Lecco

cell. 338/4028088 - popolari.lecco@fastwebnet.it

Le Assemblee

 

Assemblea ordinaria annuale

Mercoledì 10 giugno 2015 ore 21

 

Assemblea ordinaria dei soci

 

Cara amica/caro amico,

sei invitata/o a partecipare all’Assemblea ordinaria dell’Associazione “I Popolari” che si terrà, in prima convocazione, martedì 9 giugno 2015 alle ore 23 e in seconda e definitiva convocazione

 

MERCOLEDI’ 10 GIUGNO 2015 ORE 21.00

 

presso la sala Civica di via Seminario 39, Lecco, col seguente

 

ORDINE DEL GIORNO

Relazione sull’andamento dell’Associazione e sugli indirizzi programmatici;

Bilancio consuntivo al 31.12.2014;

Bilancio di previsione 2015;

Discussione e votazione relazione, bilancio consuntivo e di previsione;

Determinazione numero componenti del Consiglio direttivo;

Presentazione candidature per il Consiglio Direttivo;

Votazione per l’elezione del Consiglio Direttivo.

 

Precisiamo che, a norma di Statuto, ogni socio presente può votare anche per un solo socio assente, purché sia in possesso di delega scritta e non sia membro del Consiglio Direttivo.

Previo appuntamento, presso la sede sono disponibili per la consultazione le bozze del bilancio consuntivo e preventivo.

Ricordiamo che l’elettorato attivo può essere esercitato da chi ha rinnovato l’iscrizione per l’anno 2015 o la rinnovi in sede assembleare.

Ti chiediamo di essere presente a questo importante appuntamento della nostra Associazione e ringraziandoti anticipatamente per l’attenzione, ti salutiamo con cordialità.

il Presidente

Bruno Manzini

 

Lecco, 25 maggio 2015

 

 

 

 

Relazione Assemblea soci 6 giugno 2014

Pubblicato: 12 giugno 2014

 

Assemblea ordinaria dell’Associazione “I Popolari”

della provincia di Lecco – 6 giugno 2014

 

Premessa

L’Assemblea ordinaria 2014 cade al termine del secondo anno di attività del consiglio eletto nel 2012, e, come previsto dallo Statuto, viene presentata relazione in ordine all’andamento dell’associazione. Ci si è avvalsi della facoltà di convocare l’Assemblea entro sei mesi per consentire il più ampio rinnovo delle adesioni ed eventuali nuove iscrizioni.

1.I soci

Prima di entrare nelle valutazioni di merito è opportuno fornire un quadro degli associati 2014 con raffronto riferito all’ultimo quinquennio:

anno 2014 2013 2012 2011 2010

iscritti 72 70 64 78 92

Come si vede, le variazioni sono contenute; non fu così nel quinquennio precedente e più volte svolgemmo valutazioni per comprendere le motivazioni sottostanti alle rilevanti riduzioni nel numero di soci negli anni successivi alla costituzione dell’Associazione. L’analisi fece emergere contesti di disorientamento e disagio a seguito dei continui e repentini cambiamenti in ambito politico-partitico conseguenti – nell’ordine – alla cessazione del Partito Popolare, alla costituzione e cessazione della Margherita e alla successiva nascita del Partito Democratico. Di fatto fu messo in discussione lo stretto rapporto intercorrente fra impegno culturale-politico e politico-partitico, equilibrio al quale si era pervenuti negli anni 2002/2005. Emersero evidenti situazioni di incertezza, freddezza, frustrazione e debolezza di motivazioni, tutt’altro che incentivanti all’impegno associativo.

D’altra parte, la natura stessa dell’ associazione le cui finalità sono culturali/politiche non presenta nemmeno, a differenza dei partiti, gli stimoli dei “posti” da spartire o del potere da distribuire!

1.L’attività degli organi statutari

Nel corso dell’esercizio 2013 il Consiglio direttivo si è riunito UNDICI volte, facendo registrare la media di una riunione mensile. Se si prendono in considerazione la dozzina di iniziative rivolte ai soci e al pubblico svoltesi nell’anno, l’attività 2013 dell’Associazione ha registrato appuntamenti ogni 15 giorni.

2.L’attività culturale-politica 2013

Le iniziative attuate nel corso del 2013 sono almeno una dozzina e più precisamente:

•Il 22 gennaio abbiamo messo in cantiere un incontro sui temi dell’Università e della formazione della classe dirigente, con particolare riguardo alla situazione lecchese. Relatori della serata il prorettore del Politecnico lecchese prof. Marco Bocciolone e il sen. Antonio Rusconi, capogruppo PD in Commissione Cultura, istruzione e università del Senato. Buona la partecipazione di pubblico.

•L’11 febbraio abbiamo diffuso un documento in vista delle imminenti elezioni politiche dal titolo “l’Associazione de I Popolari e il voto del 24 febbraio” col quale si indicavano alcuni criteri di lettura della situazione politica per valutare con oculatezza la scelta della lista da votare.

•Il 4 aprile, il 7 maggio e il 27 maggio sono stati organizzati incontri decentrati sul territorio rivolti principalmente ad amici già aderenti all’Associazione, al Partito Popolare o alla Margherita. Gli eventi si sono svolti rispettivamente a Garbagnate Monastero, a Barzanò e a Cernusco Lombardone e hanno registrato complessivamente la partecipazione di una cinquantina di persone. Lo scopo degli incontri era di far conoscere l’Associazione incentivando la partecipazione e l’adesione a I Popolari. Ai partecipanti è stata omaggiata una copia della pubblicazione realizzata a cura di Umberto Cogliati per la ricorrenza del decennale di fondazione dell’Associazione. Per tale impegno è doveroso ringraziare l’amico Cogliati.

•Nei primi mesi del 2013 è stata effettuata una ricognizione delle associazioni/fondazioni presenti in Italia che si rifanno al popolarismo. Ne sono state individuate alcune a Torino, in Sicilia, a Roma. Con quella di Torino sono stati presi contatti per valutare le modalità di una possibile collaborazione; si è fatto altrettanto in Sicilia e grazie a tali contatti è stato messo a punto il viaggio “sulle orme di don Luigi Sturzo e Giorgio La Pira”.

•L’11 maggio, grazie all’interessamento dagli amici di Molteno, si è tenuto un incontro con gli alunni delle classi terze, insegnanti e genitori dell’Istituto Comprensivo Statale di Molteno con la presentazione di un cortometraggio e un film su Giancarlo Puecher a settant’anni dal suo sacrificio per la libertà.

•Il 30 maggio, in collaborazione con la lista civica Progetto Valmadrera, abbiamo proposto ai nostri associati la partecipazione all’ incontro con Lino Duilio, già responsabile delle Scuole Diocesane Sociopolitiche, sul tema “E’ possibile ancora credere in Politica?”

•Il 13 giugno, sempre in collaborazione con la lista civica Progetto Valmadrera, abbiamo invitato gli associati all’incontro con Tiziano Treu, professore di Diritto del Lavoro e già Ministro del Lavoro sul tema “Il lavoro e le difficoltà dei giovani”.

•A fine giugno abbiamo riproposto a Sindaci, presidenti degli enti sovracomunali e delle Aziende pubbliche di servizi dell’intera provincia di Lecco il premio “Maurino Nava”, ideato e proposto per dare un opportuno riconoscimento all’eccellenza amministrativa che, pur presente in alcune amministrazioni, spesso rimane sconosciuta e non può essere additata come esempio di buona amministrazione.

•Il 3 luglio abbiamo tenuto il quarto incontro sul territorio rivolto in particolare – come i precedenti – ad amici già aderenti all’Associazione, al Partito Popolare o alla Margherita, completando in tal modo il programma di presentazione per il rilancio dell’Associazione nella zona del lecchese, lago e Valsassina.

•L’ 11 ottobre, in collaborazione con l’Associazione Lecchese Libertà e Democrazia abbiamo promosso un incontro dal titolo “l’Italia a 35 anni dal sacrificio di Aldo Moro” finalizzato alla conoscenza e alla riscoperta della proposta politica del grande statista. L’introduzione è stata tenuta da Lino Duilio, la partecipazione ha registrato una trentina di aderenti delle due associazioni.

•dal 24 al 27 ottobre una folta delegazione di Popolari (35) ha partecipato al viaggio in Sicilia “Sulle tracce di don Luigi Sturo e Giorgio La Pira”. A Caltagirone abbiamo visitato la casa natale e i luoghi di Don Luigi Sturzo con una guida d’eccezione: il Direttore della biblioteca Diocesana dott. Failla. A Pozzallo abbiamo visitato la piccola struttura museale allestita dai familiari di Giorgio La Pira in suo ricordo. Le visite hanno rappresentato una significativa opportunità per approfondire la figura e l’opera del fondatore del Partito Popolare e di Giorgio La Pira. Il viaggio ha offerto anche numerose e significative occasioni culturali con la visita a città riconosciute dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità quali Noto, Siracusa, Modica, Ragusa e Piazza Armeria con la magnifica Villa del Casale. Un particolare ringraziamento va all’amico Angelo Meroni per l’impeccabile organizzazione.

•il 21 dicembre è stata celebrata la S. Messa in suffragio di tutti gli amici defunti. Un ricordo particolare è stato dedicato a Giancarlo Puecher, primo martire della resistenza, fucilato il 21 dicembre 1943, esattamente sett’anni prima.

Alcuni eventi attuati nel corso del 2013 sono stati organizzati in collaborazione con altre associazioni. Ancora una volta abbiamo potuto sperimentare positivamente la collaborazione fra associazioni diverse la cui sinergia consente di disporre di valenti relatori e di una platea più ampia di pubblico, fattori non secondari per un’efficace operatività dell’Associazione.

La partecipazione di aderenti e di pubblico è stata complessivamente soddisfacente. Permane comunque la convinzione che l’attività dell’Associazione non debba essere valutata soltanto coi parametri della partecipazione di pubblico o di un significativo riscontro mediatico. L’ obiettivo prioritario deve essere la rilettura e la promozione della cultura del popolarismo, cominciando proprio dalla riflessione proposta agli aderenti.

1.La comunicazione interna/esterna, rapporti con la stampa

Da più di un anno è operativo il sito Internet dell’Associazione curato da Giorgio Cattaneo e impostato sperimentalmente con modalità di blog. Con tale strumento si confida di comunicare con molte persone man mano che lo stesso verrà conosciuto.

La stampa locale ha dato qualche evidenza all’attività dell’Associazione. Ovviamente si tratta di un’attenzione commisurata alla risonanza dell’evento (notorietà dei relatori, importanza delle tematiche, ecc.). In genere, sui giornali sono apparse poche righe ma, per alcuni eventi, anche spazi maggiori in particolare sul Giornale di Lecco e su La Provincia.

2.Il bilancio, le risorse, la sede

Le risorse finanziarie a disposizione dell’Associazione sono rappresentate dalle quote di adesione e da qualche contributo degli associati, come si può evincere dai bilanci consuntivo e preventivo in approvazione in sede d’assemblea.

Negli ultimi anni abbiamo cercato di comprimere il più possibile le spese, considerate le scarse risorse a disposizione. L’impiego di risorse per le utenze e le spese condominiali è tuttavia importante e con la proprietà dell’immobile abbiamo concordato un’equa ripartizione e stabilito rapporti di reciproca collaborazione che hanno evitato eccessive rigidità nelle valutazioni di situazioni pregresse.

Fortunatamente siamo riusciti a contenere le spese per la realizzazione delle iniziative; l’organizzazione degli eventi ha richiesto impegni limitati ai soli bolli postali, al costo degli omaggi per i relatori e alla tariffa per l’uso di alcune sale (poche). La fruizione di talune strutture non ha comportato spese, grazie all’ospitalità delle associazioni di categoria e alle sinergie riconducibili alla collaborazione con le associazioni partner.

Sino al termine del 2013 è stato possibile disporre liberamente della sede , grazie all’accordo di comodato sottoscritto in data 27/10/2009 con l’Associazione Libertà e Democrazia, proprietaria dei locali. Come già specificato nelle precedenti assemblee, alla predetta fu versato un contributo per concorrere al reperimento delle risorse necessarie all’acquisizione dell’immobile. In cambio, fu ottenuto l’uso gratuito per nove anni del locale attiguo e all’occorrenza, l’uso della saletta riunioni. Il periodo di nove anni è ovviamente subordinato alla detenzione dell’immobile da parte dell’associazione proprietaria.

Purtroppo, con l’inizio del 2014, la disponibilità del locale di via Balicco è stata limitata ad un uso settimanale di poche ore, in base ad un accordo intervenuto fra L’Associazione Lecchese Libertà e Democrazia e le ACLI, alle quali è stato concesso in comodato l’intero immobile di via Balicco. Tale decisione è stata assunta da D.L. per l’impossibilità di coprire le spese condominiali annue, particolarmente elevate.

Non vi è dubbio che tale decisione abbia danneggiato la nostra Associazione, come ho avuto modo di scrivere all’Associazione L.D. A “I Popolari” non rimaneva che valutare due ipotesi: quella di chiedere in comodato l’intero immobile con il conseguente accollo delle spese condominiali (oltre 4000 euro annui più i costi delle utenze) apparsa apparsa da subito improponibile a causa delle poche risorse a disposizione e quella di azioni legali. Il Consiglio Direttivo, a maggioranza, ha peraltro valutato impercorribile l’ipotesi di intraprendere azioni legali nei confronti dell’Associazione proprietaria dell’immobile in considerazione degli incerti esiti e dei previsti tempi biblici, a maggior ragione dopo la valutazione delle ragioni di necessità che hanno portato L.D. ad effettuare tale scelta. Se poi si considera che LD è un’associazione senza fini di lucro, affine alla nostra, con le medesime finalità di promozione culturale (fra l’altro una ventina di soci de I Popolari sono al contempo soci di L.D.), è apparso più ragionevole ricercare una soluzione atta a contenere i disagi per ciascuna associazione, evitando di ispirare le proprie azioni a sentimenti di rancore e risentimento, non idonei per la ricerca di soluzioni accettabili. Si è così pervenuti ad un accordo con L.D. ed ACLI che contempla la fruibilità settimanale (il lunedì mattina) dell’ufficio posto nel retro di via Balicco 111 (nel quale insiste parte dell’archivio dell’Associazione, della Margherita e dei Popolari), l’uso saltuario di una saletta riunioni nella disponibilità delle ACLI (quella di questa sera) e il recapito della corrispondenza cartacea, a fronte dell’accollo da parte de I Popolari di quota parte delle bollette Enel.

Nei primi mesi del 2014 abbiamo sperimentato che la periodicità stabilita per la fruizione effettiva della sede appare sovradimensionata alle effettive necessità associative e quindi il Direttivo sta valutando se rivedere gli accordi con L.D. ed ACLI, eventualmente riducendo il tempo di fruibilità della sede a fronte di un vantaggio in termini economici. D’altra parte con la diffusione della corrispondenza elettronica non è più indispensabile disporre di un luogo fisico determinato per inviare o ricevere comunicazioni.

3.L’attività dei primi mesi del 2014

L’illustrazione dell’attività svolta non può non comprendere anche alcuni cenni su quanto realizzato o in programma per il 2014:

•22 febbraio: al COE serata conviviale presso il COE di Barzio con i partecipanti al Viaggio in Sicilia “sulle orme di don Luigi Sturzo e Giorgio La Pira” al quale hanno partecipato 35 persone.

•10 aprile: al Centro Civico di Germanedo, in collaborazione con L’Associazione L. e D. serata sul tema “Lavoro e nuove povertà nel contesto della crisi” con gli interventi di Giovanna Fazzini Responsabile Caritas decanale di Lecco e di Gabriele Marinoni Presidente del Consorzio Consolida. Le tematiche sono quanto mai concrete ed attuali e gli intervenuti hanno potuto conoscere anche la situazione nel lecchese.

•9 maggio: con gli amici di Molteno commemorazione di Aldo Moro nel 36° anniversario del suo sacrificio, celebrazione di una S.Messa di suffragio e deposizione di un omaggio floreale ai monumenti dei caduti partigiani

•Autunno 2014: si sta verificando la possibilità di organizzare un viaggio a Roma per la visita all’Istituto Sturzo e alle sedi istituzionali della repubblica. Non verrà ovviamente trascurato l’aspetto culturale in senso lato, considerata la vastità e ricchezza delle emergenze monumentali.

1.Le dimissioni di quattro consiglieri (febbraio 2014)

La vicenda della concessione in comodato alle ACLI dell’immobile di via Balicco ha suscitato all’interno del Consiglio Direttivo dell’ Associazione una forte discussione e una divergenza di valutazioni che ha portato alle dimissioni in data 24 febbraio dei consiglieri Cogliati, Cattaneo e Lissoni. Le motivazioni addotte nella lettera, ineriscono “la presa d’atto dello stato in cui si è venuta a trovare l’Associazione, culminato con la sottrazione, di fatto, della loro sede e quindi dello spazio nel quale hanno agito per lunghi anni, come loro diritto, in piena autonomia”. E ancora: “questo è potuto avvenire per un atteggiamento rinunciatario del presidente e di altri consiglieri subito inclini a rassegnarsi anziché reagire come la gravità del sopruso avrebbe suggerito”.

Va tuttavia rilevato che, posti di fronte al fatto compiuto della concessione in comodato alle ACLI, i dimissionari non abbiano mai avanzato proposte operative concrete.

In precedenza, il 30 dicembre 2013, il consigliere Mario Bianchi rassegnò le dimissioni motivandole col fatto di “sentirsi responsabile per non essere riuscito ad ottenere un più sereno spirito collaborativo all’interno del C.D.”, presentandole dopo un incontro con la Acli per la definizione di un accordo per l’uso limitato dei locali. Il Consiglio direttivo, composto originariamente da nove membri, si è quindi trovato ad operare legittimamente con cinque componenti poiché il numero dei consiglieri dimissionari rappresenta la minoranza dei componenti e non vi sono candidati non eletti per l’eventuale subentro in quanto, al momento dell’elezione, i candidati erano nove come i componenti del consiglio. Come previsto dallo Statuto la durata del Consiglio è triennale e poiché quello in carica è stato eletto dall’Assemblea del 2012, scadrà nella primavera del 2015. Manca quindi soltanto un anno al rinnovo: la mia proposta è che l’Assemblea proceda alla cooptazione di un paio di membri al fine di assicurare un maggior grado di flessibilità al funzionamento dell’organo amministrativo.

2.Prospettive future e programma per l’esercizio in corso

Ritengo importante chiudere la relazione con alcune indicazioni circa le prospettive e i programmi dell’Associazione.

Nel 2012 abbiamo rinnovato il consiglio direttivo e l’ingresso di alcuni elementi hanno stimolato la ripresa dell’attività ma tale elemento, di per sé, non è apparso determinante per garantire lo sviluppo e la crescita dell’associazione. Con iniziative mirate abbiamo tentato di coinvolgere giovani e meno giovani sul territorio, nella speranza di dar corpo al rilancio della nostra associazione. A conti fatti, abbiamo constatato che gli sforzi di maggior presenza sul territorio non hanno dato i risultati attesi. Forse non abbiamo valutato a pieno il difficile contesto culturale e sociale in cui operiamo, fortemente mutato negli ultimi decenni e per di più segnato da una difficile crisi economica e morale. E’ un contesto sociale caratterizzato dalla concezione utilitaristica, dall’attenzione alla mera convenienza personale o di gruppo, dall’individualismo, tutti elementi di una realtà sociale diffusa in cui anche la poco credibile classe politica ne è al contempo causa e ed effetto.

Evidentemente non basta l’attivismo per promuovere la cultura politica del popolarismo se il contesto culturale è poco recettivo. Le ragioni del nostro impegno culturale e politico – ne siamo convinti – si basano su un impianto solido costituito da valori, principi, storia, tradizione in grado ancor oggi di ispirare elaborazioni e proposte per la civile convivenza. Evidentemente l’humus sociale, le condizioni di fondo, sono poco favorevoli per l’attecchimento della pianta del popolarismo. Ignorare questa realtà può produrre inutili frustrazioni con le conseguenze del caso.

Dobbiamo avere la capacità di comprendere la realtà, non immaginarne una inesistente. Non ho mai detto che per agire si debbano aspettare tempi migliori. Non sono affatto un rinunciatario. Anzi. Ritengo che il patrimonio ideale e valoriale posto alla base della nostra cultura sia più che mai valido e valga la pena impegnarsi per promuovere la cultura del popolarismo, sapendo discernere quando è il momento di accelerare o anche di andar piano se non si può fare diversamente.

Agiamo da dodici anni non senza difficoltà: credo valga la pena continuare a perseguire le nostre finalità, tanto più in una situazione in fase di decantazione e nella prospettiva dell’apertura di possibili nuovi spazi culturali e politici. Non importa se gli aderenti sono soltanto alcune decine; in una situazione di generale incertezza ma comunque fluida e in costante cambiamento, la cui icona è rappresentata dall’assunzione di responsabilità di governo da parte di una nuova generazione libera da orpelli ideologici, credo valga la pena non smobilitare.

Certo, il popolarismo non può essere riproposto con gli schemi del passato. A partire dai nostri valori, serve una nuova elaborazione culturale adeguata ai tempi. Questo è l’obiettivo che ci proponiamo, pur nella consapevolezza dei nostri limiti, del carattere circoscritto dell’Associazione e dell’attuale contesto culturale e sociale.

Va riaffermata l’idea del dialogo fra le grandi culture (cattolicesimo politico, liberalismo, socialismo, ecc.) che hanno scritto la Costituzione e fondata la democrazia nel nostro Paese e bene ha fatto Matteo Renzi a ricercare il coinvolgimento di tutti per riformare le istituzioni democratiche.

Fino all’altro ieri sembrava prevalere la concezione di democrazia come ostilità, scontro permanente, continua denuncia dell’avversario e dei suoi disegni inconfessabili. Il timore di essere sospettati di inciucio condizionava il possibile dialogo. La concezione che la democrazia si fondi sulle parti e sul confronto, sulla ricerca dell’accordo possibile, sulla moderazione dei toni, sulla costruzione di un onorevole compromesso in termini di contenuti, fa parte del patrimonio culturale del popolarismo e saluto con favore questa scelta di campo nella prassi politica dell’attuale presidente del consiglio. Un’autorevole rivista ipotizza che lo stile “pop” presente nei discorsi di Renzi potrebbe richiamare il populismo. Potrebbe però far riferimento anche ad una versione attualizzata del “Popolarismo”, quando invita i politici a tenere i piedi per terra, all’ascolto diretto di come vivono le persone, a farsi capire senza perdersi in ragionamenti contorti quanto teorici.

Con queste parole, vorrei chiarire che non intendo schierarmi con chi oggi guida il Paese e il PD. Nel contesto della nostra Associazione non avrebbe senso. Le valutazioni inerenti scelte e metodi di Renzi non sono ispirate a concezioni “lideriste” o ad opzioni politico-partitiche opportuniste (salire sul carro dei vincitori). Le mie osservazioni esprimono semplicemente la condivisione di un metodo, applicato alla concretezza politica, metodo da noi più volte proposto nell’ attività culturale/politica e illustrato nella relazione all’Assemblea dello scorso anno. A mio avviso, la grande affermazione di Renzi trae origine da queste idee, dal suo proposito di occuparsi delle vere preoccupazioni dei cittadini, evitando di guardare problemi e soluzioni attraverso le lenti distorte dell’ideologia e abbandonando la manfrina politica. I tempi sono cambiati, le ideologie sono scomparse, nella percezione della gente c’è molto disincanto ma la serietà di una proposta politica popolare fa forse riecheggiare tempi in cui l’obiettivo del bene comune era condiviso da buona parte del Paese e stimola la raccolta di consenso.

I segnali importanti pervenuti dall’esito delle elezioni europee dicono che qualcosa si sta muovendo e ci devono incoraggiare a continuare con vigore la nostra attività, da soli e in cooperazione con altri La collaborazione non presuppone rinuncia alla propria autonomia; al contrario crea le condizioni per il dialogo e il superamento di particolarismi e primogeniture quanto mai anacronistici ed inutili. Lo abbiamo fatto anche di recente con reciproca soddisfazione. Le sinergie messe in campo hanno consentito il confronto aperto e l’ incremento della qualità degli eventi.

Rimangono quindi valide le linee guida già tracciate, alle quali abbiamo cercato di tenere fede e che brevemente riassumo:

•approfondimento della cultura del popolarismo e del cattolicesimo politico e democratico, della storia dei movimenti che vi fanno riferimento;

•rivisitazione del pensiero politico di Luigi Sturzo e delle altre grandi figure del movimento popolare e cattolico democratico, con attenzione al loro pensiero prima che al personaggio;

•rivisitazione della Dottrina sociale della Chiesa quale fonte primaria dell’impegno nella società, nella consapevolezza che di per sé non può rappresentare una ricetta per la soluzione dei problemi sociali e politici ma necessita di essere coniugata in termini culturali. Tale compito non spetta alla Chiesa ma alla responsabilità dei laici in piena autonomia;

•approfondimento del valore del sistema democratico inteso come effettiva partecipazione dei cittadini alla vita socio-poilitica (non solo sistema di regole formali);

•riscoperta del valore civile e sociale della Carta Costituzionale quale punto di incontro per un’etica comune di tutti i cittadini italiani;

•lettura e approfondimento dei cambiamenti in atto con particolare riferimento a etica, mutazione dei costumi, globalizzazione, crisi economica;

•lettura della realtà locale finalizzata all’elaborazione di proposte per il territorio per dare maggior concretezza all’attività dell’Associazione in ordine ai problemi del territorio stesso e dei cittadini

1.Conclusioni

Ancora una volta ritengo di chiudere la relazione ricordando le finalità individuate nello Statuto all’atto della costituzione de I Popolari: “mantenere viva ed attuale la presenza organizzata del cattolicesimo democratico nella vita politica e sociale del territorio della provincia di Lecco, operare affinché l’ispirazione cristiana sia ancora fonte di impegno civile e capace di progettare una convivenza solidale eticamente fondata in grado di guidare il cambiamento e renderlo strumento di crescita dell’uomo e della comunità”.

Nel corso del 2013 abbiamo cercato di concretizzare con la nostra attività lo scopo assegnatoci dallo Statuto. Analoga proposito ci prefiggiamo in quest’ultimo scorcio di mandato, con animo più sollevato dai segnali di cambiamento recentemente intervenuti e chiedendo a tutti i soci la collaborazione.

Vi ringrazio per l’attenzione.

 

Lecco,6 giugno 2014

Il Presidente – Bruno Manzini

 

 

Relazione Assemblea soci 27 giugno 2013

 

Assemblea ordinaria dell’Associazione “I Popolari”

della provincia di Lecco – 27 giugno 2013

 

 

Prima di svolgere la relazione mi sento in dovere di ricordare gli amici recentemente scomparsi che hanno militato a vario titolo nell’Associazione o comunque nel movimento cattolico-democratico:

•Antonio Bellati, appassionato scrittore, poeta, cultore di storia locale, pubblico amm.re, socio *

•Angelo Bonacina di Galbiate aderente da anni

•Benedetto De Angelis, appassionato amministratore locale residente a Dervio

•Andrea De Franco, giovane componente del Consiglio de I Popolari fino al 2008

•Lamberto Riva, figura di riferimento in ambito culturale e cattolico, preside, deputato dell’Ulivo

Propongo un istante di silenzio. Grazie.

Premessa

L’Assemblea ordinaria 2013 scandisce il primo anno di attività del nuovo consiglio, eletto esattamente il 14 giugno 2012 e, come previsto dallo Statuto, viene presentata relazione in ordine all’andamento dell’associazione. Ci si è avvalsi della facoltà consentita di convocare l’Assemblea entro sei mesi per consentire il rinnovo dell’adesione ed eventuali nuove iscrizioni da raccogliere in sede di riunioni decentrate programmate con decorrenza 4 aprile nelle varie zone del territorio provinciale.

1. I soci

Preliminarmente alle valutazioni di merito è opportuno fornire un quadro degli associati 2013 con il raffronto agli anni precedenti:

anno 1° sem. 2013 2012 2011 2010 2009 2008 20 XI2008

iscritti 65 64 78 92 127 72 19

Nelle precedenti assemblee abbiamo avuto modo di valutare le motivazioni sottostanti alla forte variazione verificatasi nel numero di soci, passati dai 485 del 2002 ai 19 del 24 novembre 2008, data di svolgimento dell’Assemblea straordinaria tenutasi alla presenza del notaio per la modifica dello Statuto. Sono emerse situazioni di disorientamento e disagio verificatesi fra i soci a seguito dei continui e repentini cambiamenti in ambito politico-partitico conseguenti alla cessazione del Partito Popolare, alla costituzione della Margherita e successivamente del Partito Democratico. Appare plausibile ritenere che i continui mutamenti abbiano messo in discussione lo stretto rapporto intercorrente fra impegno culturale-politico e politico-partitico, all’equilibrio del quale si era pervenuti nel periodo immediatamente successivo alla sospensione dell’attività del Partito Popolare avvenuta nel 2002.

Per il periodo intercorrente fra la fine del 2008 e il 2013 si registrano variazioni più contenute, per certi versi fisiologici, riconducibili ad adesioni o mancati rinnovi di gruppi (una ventina di iscritti di Oggiono, ad esempio, nel 2011) o semplicemente a banali dimenticanze e/o pigrizie nella spedizione o consegna della domanda di rinnovo, come dimostra il comportamento di un certo numero di iscritti che ad anni più o meno alterni rinnovano o non rinnovano l’adesione. Appare tuttavia evidente che le spiegazioni ricordate denotano Incertezza, freddezza e una debolezza motivazionale in parte ascrivibile alle condizioni di frustrazione derivanti dal poco edificante spettacolo dato dalle forze politiche e in parte riconducibile alla natura stessa dell’ associazione che si occupa di cultura politica. A differenza dei partiti non vi sono “posti” da spartire o potere da distribuire!.

Tuttavia dalla situazione affiorano altri interrogativi: l’ elaborazione di proposte inerenti le problematiche di oggi viene condivisa o capita dai nostri aderenti? Non verrà letta come indebita interferenza politica in contrapposizione a chi guida le istituzioni?

2.L’attività degli organi statutari

Nel corso dell’esercizio 2012 il Consiglio direttivo si è riunito una decina di volte. Dal 14 giugno 2012 è entrato in carica il nuovo consiglio direttivo eletto nell’Assemblea tenutasi nella medesima data. Nella riunione del 27 giugno 2012 il consiglio ha eletto il presidente (Bruno Manzini), il vice presidente (Giorgio Cattaneo), il segretario-tesoriere (Angelo Meroni) e provveduto ad attribuire gli incarichi nei settori manifestazioni (U.Cogliati e M. Bianchi), comunicazione (A.Lissoni, G.Cattaneo), rapporti con le associazioni (B.Manzini, G. Della Bella), il tutto nell’ottica di coinvolgere i consiglieri nella gestione dell’Associazione e distribuire il lavoro, come per altro richiesto dal presidente al momento dell’accettazione dell’incarico. Il Consiglio ha inoltre provveduto ad approvare un documento per il rilancio dell’Associazione. Tale documento, pur delineando compiutamente gli aspetti organizzativi dell’attività dell’Associazione, si pone in continuità con le linee guida individuate negli anni precedenti e perseguite anche nella prima metà del 2012.

3.L’attività culturale-politica 2012

Numerose le iniziative attuate nel corso del 2012, delle quali qui di seguito si dà conto:

•2 Marzo 2012 – in collaborazione con il MEIC incontro sul tema “Che ne è dei laici dopo il Concilio Vaticano II – I laici e la Lumen Gentium” con la partecipazione del prof. Don Antonio Cerreti, docente di teologia e discipline ecumeniche al Marianum di Roma, con la partecipazione di una cinquantina di persone.

•17 Maggio 2012 – ancora in collaborazione con il MEIC incontro di riflessione sul tema “Una nuova stagione di impegno e servizio per i cattolici in Italia?” con l’introduzione del prof. Guido Formigoni, docente di storia contemporanea presso l’Università Iulm di Milano ed autore di diversi studi e libri sull’argomento. L’evento ha visto la partecipazione di una cinquantina di persone aderenti alle due associazioni, di alcuni consiglieri comunali e di alcuni “esterni”.

•22 giugno 2012 – su proposta di alcuni amici di Molteno, celebrazione di una S. Messa in suffragio del sen. Luigi Scalfaro, deceduto da pochi mesi, per pregare e ricordarne la figura e l’intensa attività politica mai cessata nemmeno dopo il settennato alla presidenza della Repubblica. La Messa è stata celebrata dal Vescovo emerito di Novara mons. Renato Corti, legato da rapporti d’amicizia con il compianto sen. Scalfaro. L’omelia del vescovo fu incentrata sulla testimonianza umana e dell’attività politico-istituzionale di Scalfaro

•3 ottobre 2012 – incontro con relazione del Presidente del MEIC prof. Lamberto Riva, già parlamentare ed ex preside. Il tema individuato: “Riflessioni sull’attualità del pensiero e dell’insegnamento di don Luigi Sturzo” è stato svolto con competenza e passione, ottenendo l’apprezzamento dei numerosi presenti.

•20 ottobre 2012 – gita sociale a Ravenna dove, nella chiesa parrocchiale di Benigno Zaccagnini, abbiamo incontrato la vedova e il figlio dello stesso Zaccagnini e ascoltato alcune testimonianze sulla figura e l’opera. E’ seguito l’incontro toccante con il card. Tonini. Non è mancato l’aspetto ricreativo e culturale con la visita guidata alla città e il pranzo in un accogliente ristorante. All’evento hanno partecipato n. 51 persone.

•15 novembre 2012 – diffusione di un documento dal titolo “I Popolari e la crisi” messo a punto dal Consiglio direttivo con la finalità di far conoscere la posizione dell’Associazione nei riguardi di un contesto politico caotico caratterizzato da una grave crisi morale ed economica.

•5 dicembre 2012 – incontro con il presidente ALER della Provincia di Lecco al quale abbiamo chiesto di introdurre il dibattito sul tema “Il diritto all’abitazione: uno sguardo alla situazione attuale”. La riunione è stata utile per chiarire le problematiche connesse all’edilizia residenziale pubblica o popolare, in particolare alla situazione locale. Peccato che la partecipazione di aderenti e/o pubblico sia stata minima.

•15 dicembre 2012 – Messa di suffragio per tutti gli amici defunti nella quale è stato rivolto un pensiero in particolare ad Aldo Moro nel trentacinquesimo anniversario del suo sacrificio. La partecipazione è stata di una sessantina di persone, aderenti e parenti degli amici defunti.

Complessivamente, nel corso del 2012 abbiamo dato vita a sette eventi pubblici, sia in proprio che in collaborazione con altre associazioni. Ancora una volta abbiamo potuto sperimentare positivamente la collaborazione fra associazioni diverse la cui sinergia consente di avere a disposizione valenti relatori e una platea più ampia di pubblico, fattori non secondari per un’efficace operatività dell’Associazione.

La partecipazione di aderenti e di pubblico è stata complessivamente soddisfacente. Rimane valida comunque la convinzione che l’attività dell’Associazione non debba essere valutata nell’ottica di un successo di pubblico o di un maggior riscontro mediatico. L’ obiettivo prioritario deve essere la promozione della cultura del popolarismo, cominciando proprio dalla riflessione proposta agli aderenti.

4.Il bilancio, le risorse, la sede

Le risorse finanziarie a disposizione dell’Associazione sono rappresentate dalle quote di adesione e da modesti contributi degli associati.

Abbiamo cercato di comprimere il più possibile le spese ma alcune sono incomprimibili, dovendo concorrere in quota parte alle spese di condominio, di energia elettrica, di tassa rifiuti, ecc. per le quali abbiamo concordato con la proprietà dell’immobile un’equa ripartizione. Con la stessa abbiamo stabilito rapporti di reciproca collaborazione che hanno evitato eccessive rigidità nelle valutazioni di situazioni pregresse.

Fortunatamente siamo riusciti a contenere le spese per la realizzazione delle iniziative; l’organizzazione degli eventi ha richiesto impegni limitati ai soli bolli postali o al costo degli omaggi per i relatori, grazie all’ospitalità delle associazioni di categoria e alle sinergie riconducibili alla collaborazione con le associazioni partner.

Le risorse umane sono rappresentate dai membri del Consiglio Direttivo il quale, con la distribuzione degli incarichi, si è dato una più efficace ripartizione dei compiti per il rilancio dell’attività associativa.

A tutt’oggi permane la fruibilità della sede, grazie all’accordo di comodato sottoscritto in data 27/10/2009 con l’Associazione Libertà e Democrazia, proprietaria dei locali. Come già specificato nelle precedenti assemblee, alla predetta abbiamo versato un contributo per concorrere al reperimento delle risorse necessarie all’acquisizione dell’immobile. In cambio, abbiamo ottenuto l’uso gratuito per nove anni del locale attiguo e all’occorrenza, l’uso della sala riunioni in cui siamo riuniti. Il periodo di nove anni è ovviamente subordinato alla detenzione dell’immobile da parte dell’associazione proprietaria.

5.L’attività dei primi mesi del 2013

L’illustrazione dell’attività svolta non può non comprendere anche alcuni cenni su quanto realizzato nei primi mesi del 2013:

•Il 22 gennaio abbiamo messo in cantiere un incontro sui temi dell’Università e della formazione della classe dirigente, con particolare riguardo alla situazione lecchese. Relatori della serata il prorettore del Politecnico lecchese prof. Marco Bocciolone e il sen. Antonio Rusconi, capogruppo PD in Commissione Cultura, istruzione e università del Senato. Buona la partecipazione di pubblico.

•L’11 febbraio abbiamo diffuso un documento in vista delle imminenti elezioni politiche dal titolo “l’Associazione de I Popolari e il voto del 24 febbraio” col quale si indicavano alcuni criteri di lettura della situazione politica per valutare con oculatezza la scelta della lista da votare.

•Il 4 aprile, il 7 maggio e il 27 maggio sono state organizzati incontri decentrati sul territorio rivolti principalmente ad amici già aderenti all’Associazione, al Partito Popolare o alla Margherita. Gli eventi si sono svolti rispettivamente a Garbagnate Monastero, a Barzanò e a Cernusco Lombardone e hanno registrato complessivamente la partecipazione di una cinquantina di persone. Lo scopo degli incontri era di far conoscere l’Associazione incentivando la partecipazione e l’adesione a I Popolari con la presenza sul territorio. Ai partecipanti è stata omaggiata una copia della pubblicazione realizzata a cura di Umberto Cogliati per la ricorrenza del decennale di fondazione dell’Associazione.

•In questi mesi si è dato corso ad una ricognizione delle associazioni/fondazioni presenti in Italia che si rifanno al popolarismo. Ne sono state individuate alcune a Torino, in Sicilia, a Roma. Con quella di Torino sono stati presi contatti per valutare le modalità di una possibile collaborazione; si è fatto altrettanto in Sicilia e grazie a tali contatti è in fase di organizzazione la gita per la visita ai luoghi di don Luigi Sturzo alla quale hanno già aderito n. 35 persone.

•Il 30 maggio, in collaborazione con la lista civica Progetto Valmadrera, abbiamo proposto ai nostri associati la partecipazione all’ incontro con Lino Duilio, già responsabile delle Scuole Diocesane Sociopolitiche, sul tema “E’ possibile ancora credere in Politica?”

•Il 13 giugno, sempre in collaborazione con la lista civica Progetto Valmadrera, abbiamo invitato gli associati all’incontro con Tiziano Treu, professore di Diritto del Lavoro e già Ministro del Lavoro sul tema “Il lavoro e le difficoltà dei giovani”.

Queste ultime iniziative, pur essendo programmate nell’ambito di un percorso di formazione organizzato dalla lista Civica Progetto Valmadrera per un gruppo di giovani, in accordo con la predetta lista, si è deciso di estenderle anche ai nostri associati, vuoi per la pregnanza degli argomenti quanto mai attuali, vuoi per l’autorevolezza dei relatori. Il tutto nella già sperimentata logica di collaborazione con altri soggetti interessati alla divulgazione di una cultura politica affine alla nostra.

6.Comunicazione interna/esterna, rapporti con la stampa

Da alcuni mesi è operativo il sito Internet dell’Associazione curato dal Vice presidente Cattaneo e impostato sperimentalmente con modalità di blog. Ovviamente il numero delle visite è ancora contenuto ma si confida di raggiungere molte più persone man mano che lo stesso verrà conosciuto.

La stampa locale ha dato evidenza all’attività dell’Associazione. Ovviamente si tratta di un’evidenza commisurata alla risonanza dell’evento (notorietà dei relatori, importanza delle tematiche, ecc.). In genere, sui giornali sono apparse poche righe ma per alcuni eventi anche spazi maggiori con tanto di foto, in particolare sul Giornale di Lecco e su La Provincia.

7.Prospettive future e programma per l’esercizio in corso

Sin qui l’illustrazione della relazione del Consiglio Direttivo sull’andamento dell’Associazione.

Nella mia responsabilità di presidente non voglio tuttavia rinunciare ad esprimere alcune considerazioni sulle prospettive e sui programmi dell’Associazione.

Lo scorso anno abbiamo rinnovato il consiglio direttivo e l’ingresso di alcuni elementi hanno stimolato la ripresa dell’attività con rinnovato vigore ma tale elemento, di per sé, non appare sufficiente a garantire lo sviluppo e la crescita dell’associazione; con iniziative mirate abbiamo tentato di coinvolgere giovani e meno giovani sul territorio, nella speranza di dar corpo al rinnovamento della nostra associazione. Purtroppo i risultati sono a tutt’oggi modesti.

Taluni ipotizzano che basti moltiplicare le iniziative e la presenza dell’Associazione per raccogliere consensi ed adesioni, sottovalutando il difficile contesto culturale e sociale in cui operiamo, fortemente mutato negli ultimi decenni e per di più segnato da una difficile crisi economica e morale. E’ un contesto sociale caratterizzato dall’individualismo, dalla concezione utilitaristica, dall’attenzione alla mera convenienza personale o di gruppo, tutti elementi di una realtà sociale diffusa in cui anche la poco credibile classe politica ne è al contempo causa e ed effetto.

L’esito delle iniziative messe in campo sembrano confermare tale valutazione; lo stesso andamento delle adesioni nel corso degli anni e i modesti risultati ottenuti nel 2013 con le riunioni sul territorio, sono un ulteriore conferma delle difficoltà a far comprendere il nostro messaggio.

Evidentemente il solo attivismo o la sola azione di marketing per “vendere” (mi si passi il termine) la cultura politica del popolarismo non porta a risultati apprezzabili se l’offerta trova un contesto non recettivo. Il “prodotto” (per continuare con la metafora) può essere buono ma se il mercato non lo recepisce, a mio avviso è inutile svenarsi profondendo energie e investendo risorse sproporzionate (umane e finanziarie, comunque sempre scarse!) in mancanza delle condizioni di fondo. Il rischio è quello di produrre inutili frustrazioni e di finire con l’emulare le battaglie di don Chisciotte contro i mulini a vento.

Dobbiamo avere la capacità di comprendere la realtà, non immaginarne una inesistente. Non è un atteggiamento rinunciatario il mio; non ho mai detto che ci si debba sedere in attesa di tempi migliori. Anzi. Ritengo che il patrimonio ideale e valoriale posto alla base della nostra cultura sia più che mai valido e valga la pena impegnarsi per ravvivare la fiamma del popolarismo, sapendo discernere quando è il momento di soffiare sul fuoco e quanto invece è il momento di impedirne lo spegnimento, magari accontentandosi di tenere accesa una piccola fiamma, se non si può fare diversamente.

Io credo che l’Associazione debba proseguire la propria attività perseguendo le finalità statutarie. Non importa se gli aderenti sono soltanto alcune decine; in una situazione di generale incertezza in campo politico-partitico e sul versante della cultura politica, credo valga la pena non smobilitare, tanto più in una situazione fluida e in continuo cambiamento. Agiamo da dieci anni non senza difficoltà: credo valga la pena proseguire in una situazione in fase di decantazione e nella prospettiva dell’apertura di possibili nuovi spazi.

Certo, il popolarismo non può essere riproposto con gli schemi del passato. A partire dai nostri valori, serve una nuova l’elaborazione culturale adeguata ai tempi. Questo è l’obiettivo che ci dobbiamo proporre, pur nella consapevolezza dei nostri limiti, del carattere circoscritto dell’Associazione e del contesto culturale e sociale poco favorevole.

Va riscoperto il valore della partecipazione non avendo timori di perseguire obiettivi non più di moda, soppiantati, nella concezione comune, dall’efficientismo. La partecipazione democratica è la declinazione del concetto di valore della persona propria del nostro patrimonio culturale.

Va riaffermata l’idea che il dialogo fra le grandi culture (cattolicesimo politico, liberalismo, socialismo, ecc.) che hanno scritto la Costituzione e fondata la democrazia nel nostro Paese debba essere aperto e consapevole per consentire un confronto positivo e produttivo; troppo spesso invece il confronto è stato soffocato o limitato a pura operazione di facciata per ragioni strumentali di potere o di quieta convenienza (vedi PD).

Va superata la concezione che la democrazia debba essere ostilità, scontro permanente, continua denuncia dell’avversario e dei suoi disegni inconfessabili. Il timore di essere sospettati di inciucio non può condizionare il possibile dialogo. Va riaffermato che la democrazia si fonda sulle parti e sul confronto, a volte duro, ma anche sulla ricerca dell’accordo possibile, sulla moderazione dei toni, sulla costruzione di un onorevole compromesso in termini di contenuti, in particolare quando non si dispone di ampie maggioranze. Forse, in questo contesto bipolare caratterizzato dall’odio nei riguardi dell’avversario, vale la pena riscoprire la lezione di statisti come De Gasperi e Moro, autorevoli interpreti della cultura popolare e democratica.

Per attuare tutto ciò, sul presupposto di salvaguardare le peculiarità di ciascun soggetto, può essere importante il confronto e la collaborazione con altre associazioni, in particolare con quelle di ispirazione cristiana e/o della medesima area culturale. La collaborazione non presuppone rinuncia alla propria autonomia; al contrario crea le condizioni per il dialogo e il superamento di particolarismi e primogeniture quanto mai anacronistici ed inutili. Lo abbiamo fatto anche di recente con reciproca soddisfazione. Le sinergie messe in campo hanno consentito il confronto aperto, l’ incremento della qualità degli eventi, il raggiungimento di un maggior numero di persone.

Detto ciò, a mio avviso Il rilancio dell’associazione passa operativamente per le seguenti linee guida:

•approfondimento della cultura del popolarismo e del cattolicesimo politico e democratico, della storia dei movimenti che vi fanno riferimento;

•rivisitazione del pensiero politico di Luigi Sturzo e delle altre grandi figure del movimento popolare e cattolico democratico, con attenzione al loro pensiero prima che al personaggio;

•rivisitazione della Dottrina sociale della Chiesa quale fonte primaria dell’impegno nella società, nella consapevolezza che di per sé non può rappresentare una ricetta per la soluzione dei problemi sociali e politici ma necessita di essere coniugata in termini culturali. Tale compito non spetta alla Chiesa ma alla responsabilità dei laici in piena autonomia;

•approfondimento del valore del sistema democratico inteso come effettiva partecipazione dei cittadini alla vita socio-poilitica (non solo sistema di regole formali);

•riscoperta del valore civile e sociale della Carta Costituzionale quale punto di incontro per un’etica comune di tutti i cittadini italiani;

•lettura e approfondimento dei cambiamenti in atto con particolare riferimento a etica, mutazione dei costumi, globalizzazione, crisi economica;

•lettura della realtà locale finalizzata all’elaborazione di proposte per il territorio per dare maggior concretezza all’attività dell’Associazione in ordine ai problemi del territorio stesso e dei cittadini

8.Conclusioni

Le finalità individuate nello Statuto all’atto della costituzione de I Popolari sono sempre valide: “mantenere viva ed attuale la presenza organizzata del cattolicesimo democratico nella vita politica e sociale del territorio della provincia di Lecco, operare affinché l’ispirazione cristiana sia ancora fonte di impegno civile e capace di progettare una convivenza solidale eticamente fondata in grado di guidare il cambiamento e renderlo strumento di crescita dell’uomo e della comunità”.

Non possiamo allora che salvaguardare una realtà associativa, sia pur piccola e modesta come la nostra. A chiudere si è sempre in tempo; ricostruire da capo è molto più difficile e faticoso. A mio avviso, dobbiamo andare avanti con rinnovata energia e con realismo, con obiettivi alti ma con la consapevolezza delle difficoltà ad operare in un contesto culturale e sociale come l’attuale. Dobbiamo agire con determinazione ed equilibrio. Probabilmente di momenti travagliati e confusi ne vivremo ancora. Tuttavia, disporre di uno strumento quale l’Associazione – per quanto limitato - ci potrà agevolare nella lettura e nella valutazione degli accadimenti.

Vi ringrazio per l’attenzione.

 

Lecco, 27 giugno 2013

Il Presidente – Bruno Manzini

 

 

 

Associazione “I Popolari”

via Balicco 111 - Lecco

cell. 338/4028088 - popolari.lecco@fastwebnet.it

 

 

 

 

 

 

Diritti Riservati - Associazione “I POPOLARI” Via Balicco 111, Lecco (Italia)

www.popolarilecchesi.it - info@popolarilecchesi.it