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Assemblea 2017

Assemblee
ASSEMBLEA annuale in convocazione ordinaria
giugno 2014 ore 21
presso la sede

Relazione Assemblea soci 6 giugno 2014
Pubblicato: 12 giugno 2014

Assemblea ordinaria dell’Associazione “I Popolari”
della provincia di Lecco – 6 giugno 2014

Premessa
L’Assemblea ordinaria 2014 cade al termine del secondo anno di attività del consiglio eletto nel 2012, e,  come previsto dallo Statuto, viene presentata relazione in ordine all’andamento dell’associazione. Ci si è avvalsi della facoltà di convocare l’Assemblea entro sei mesi per consentire il più ampio rinnovo delle adesioni ed eventuali  nuove iscrizioni.
1.I soci
Prima di entrare nelle valutazioni di merito è opportuno fornire un quadro degli associati 2014 con raffronto riferito all’ultimo quinquennio:
    anno         2014            2013       2012       2011       2010   
    iscritti         72                 70         64           78           92   
Come si vede, le variazioni sono contenute; non fu così nel quinquennio precedente e più volte svolgemmo valutazioni per comprendere le motivazioni sottostanti alle rilevanti riduzioni nel numero di soci negli anni successivi alla costituzione dell’Associazione. L’analisi fece emergere contesti di disorientamento e disagio a seguito dei continui e repentini cambiamenti in ambito politico-partitico conseguenti – nell’ordine – alla cessazione del Partito Popolare, alla costituzione e cessazione della Margherita e alla successiva nascita del Partito Democratico. Di fatto fu messo in discussione lo stretto rapporto intercorrente fra impegno culturale-politico e politico-partitico, equilibrio al quale si era pervenuti  negli anni 2002/2005. Emersero evidenti situazioni di incertezza, freddezza, frustrazione e debolezza di motivazioni, tutt’altro che incentivanti all’impegno associativo.
D’altra parte, la natura stessa dell’ associazione le cui finalità sono culturali/politiche non presenta nemmeno, a differenza dei partiti, gli stimoli dei “posti” da spartire o del potere da distribuire!
1.L’attività degli organi statutari
Nel corso dell’esercizio 2013 il Consiglio direttivo si è riunito UNDICI volte, facendo registrare la media di una riunione mensile. Se si prendono in considerazione la dozzina di iniziative rivolte ai soci e al pubblico svoltesi nell’anno, l’attività 2013 dell’Associazione ha registrato appuntamenti ogni 15 giorni.
2.L’attività  culturale-politica 2013
Le iniziative attuate nel corso del 2013 sono almeno una dozzina e più precisamente:
•Il 22 gennaio abbiamo messo in cantiere un incontro sui temi dell’Università e della formazione della classe dirigente, con particolare riguardo alla situazione lecchese. Relatori della serata il prorettore del Politecnico lecchese prof. Marco Bocciolone e il sen. Antonio Rusconi, capogruppo PD in Commissione Cultura, istruzione e università del Senato. Buona la partecipazione di pubblico.
•L’11 febbraio abbiamo diffuso un documento in vista delle imminenti elezioni politiche dal titolo “l’Associazione de I Popolari e il voto del 24 febbraio” col quale si indicavano alcuni criteri di lettura della situazione politica per valutare con oculatezza la scelta della lista da votare.
•Il 4 aprile, il 7 maggio e il 27 maggio sono stati organizzati incontri decentrati sul territorio rivolti principalmente ad amici già aderenti all’Associazione, al Partito Popolare o alla Margherita. Gli eventi si sono svolti rispettivamente a Garbagnate Monastero, a Barzanò e a Cernusco Lombardone e hanno registrato complessivamente la partecipazione di una cinquantina di persone. Lo scopo degli incontri era di far conoscere l’Associazione incentivando la partecipazione e l’adesione a I Popolari. Ai partecipanti è stata omaggiata una copia della pubblicazione realizzata a cura di Umberto Cogliati  per la ricorrenza del decennale di fondazione dell’Associazione. Per tale impegno è doveroso ringraziare l’amico Cogliati.
•Nei primi mesi del 2013 è stata effettuata una ricognizione delle associazioni/fondazioni presenti in Italia che si rifanno al popolarismo. Ne sono state individuate alcune a Torino, in Sicilia, a Roma. Con quella di Torino sono stati presi contatti per valutare le modalità di una possibile collaborazione; si è fatto altrettanto in Sicilia e grazie a tali contatti  è stato messo a punto il viaggio “sulle orme di don Luigi Sturzo e Giorgio La Pira”.
•L’11 maggio, grazie all’interessamento dagli amici di Molteno, si è tenuto un incontro con gli alunni delle classi terze, insegnanti e  genitori  dell’Istituto Comprensivo Statale di Molteno con la presentazione di un cortometraggio e un film su Giancarlo Puecher a settant’anni dal suo sacrificio per la libertà.
•Il 30 maggio, in collaborazione con la lista civica Progetto Valmadrera, abbiamo proposto ai nostri associati la partecipazione all’ incontro con Lino Duilio, già responsabile delle Scuole Diocesane Sociopolitiche, sul tema “E’ possibile ancora credere in Politica?”
•Il 13 giugno, sempre in collaborazione con la lista civica Progetto Valmadrera, abbiamo invitato gli associati all’incontro con Tiziano Treu, professore di Diritto del Lavoro e già Ministro del Lavoro sul tema  “Il lavoro e le difficoltà dei giovani”.
•A fine giugno abbiamo riproposto a Sindaci, presidenti degli enti sovracomunali e delle Aziende pubbliche di servizi dell’intera provincia di Lecco il premio “Maurino Nava”,  ideato e proposto per dare un opportuno riconoscimento all’eccellenza amministrativa che, pur presente in alcune amministrazioni, spesso rimane sconosciuta e non può essere additata come esempio di buona amministrazione.
•Il 3 luglio abbiamo tenuto il quarto incontro sul territorio rivolto in particolare – come i precedenti – ad amici già aderenti all’Associazione, al Partito Popolare o alla Margherita, completando in tal modo il programma di presentazione per il rilancio dell’Associazione nella zona del lecchese, lago e Valsassina.
•L’ 11 ottobre, in collaborazione con l’Associazione Lecchese Libertà e Democrazia abbiamo promosso un incontro dal titolo “l’Italia a 35 anni dal sacrificio di Aldo Moro” finalizzato alla conoscenza e alla riscoperta della proposta politica del grande statista. L’introduzione è stata tenuta da Lino Duilio, la partecipazione ha registrato una trentina di aderenti delle due associazioni.
•dal 24 al 27 ottobre una folta delegazione di Popolari (35) ha partecipato al viaggio in Sicilia “Sulle tracce di don Luigi Sturo e Giorgio La Pira”. A Caltagirone abbiamo visitato la casa natale e i luoghi di Don Luigi Sturzo con una guida d’eccezione: il Direttore della biblioteca Diocesana dott. Failla. A Pozzallo abbiamo visitato la piccola struttura museale allestita dai familiari di Giorgio La Pira in suo ricordo. Le visite hanno rappresentato una significativa opportunità per approfondire la figura e l’opera del fondatore del Partito Popolare e di Giorgio La Pira. Il viaggio ha offerto anche numerose e significative occasioni culturali con la visita a città riconosciute dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità quali Noto, Siracusa, Modica, Ragusa e Piazza Armeria con la magnifica Villa del Casale. Un particolare ringraziamento va all’amico Angelo Meroni per l’impeccabile organizzazione.         
•il 21 dicembre è stata celebrata la S. Messa in suffragio di tutti gli amici defunti. Un ricordo particolare è stato dedicato a Giancarlo Puecher, primo martire della resistenza, fucilato il 21 dicembre 1943, esattamente sett’anni prima.
Alcuni  eventi attuati nel corso del 2013 sono stati organizzati in collaborazione con altre associazioni. Ancora una volta abbiamo potuto sperimentare positivamente la collaborazione fra associazioni diverse la cui sinergia consente di disporre di valenti relatori e di una platea più ampia di pubblico, fattori non secondari per un’efficace operatività dell’Associazione.
La partecipazione di aderenti e di pubblico è stata complessivamente soddisfacente. Permane comunque la convinzione che l’attività dell’Associazione non debba essere valutata soltanto coi parametri della partecipazione di pubblico o di un significativo riscontro mediatico. L’ obiettivo prioritario deve essere la rilettura e la promozione della cultura del popolarismo, cominciando proprio dalla riflessione proposta agli aderenti.
1.La comunicazione interna/esterna, rapporti con la stampa
Da più di un anno è operativo il sito Internet dell’Associazione curato da Giorgio Cattaneo e impostato sperimentalmente con modalità di blog. Con tale strumento si confida di comunicare con molte persone man mano che lo stesso verrà conosciuto.
La stampa locale ha dato qualche evidenza all’attività dell’Associazione. Ovviamente si  tratta di un’attenzione commisurata alla risonanza dell’evento (notorietà dei relatori, importanza delle tematiche, ecc.). In genere, sui giornali sono apparse poche righe ma, per alcuni eventi, anche spazi maggiori in particolare sul Giornale di Lecco e su La Provincia.
2.Il bilancio, le risorse, la sede
Le risorse finanziarie a disposizione dell’Associazione sono rappresentate dalle quote di adesione e da qualche contributo degli associati, come si può evincere dai bilanci consuntivo e preventivo in approvazione in sede d’assemblea.
Negli ultimi anni abbiamo cercato di comprimere il più possibile le spese, considerate le scarse risorse a disposizione. L’impiego di risorse per le utenze e le spese condominiali è tuttavia importante e con la proprietà dell’immobile abbiamo concordato un’equa ripartizione e stabilito rapporti di reciproca collaborazione che  hanno evitato eccessive rigidità nelle valutazioni di situazioni pregresse.
Fortunatamente siamo riusciti a contenere le spese per la realizzazione delle iniziative; l’organizzazione degli eventi ha richiesto impegni  limitati ai soli bolli postali, al costo degli omaggi per i relatori e alla tariffa per l’uso di alcune sale (poche). La fruizione di talune strutture non ha comportato spese, grazie all’ospitalità delle associazioni di categoria e alle sinergie riconducibili alla collaborazione con le associazioni partner.
Sino al termine del 2013 è stato possibile disporre liberamente della sede  , grazie all’accordo di comodato sottoscritto in data 27/10/2009 con l’Associazione Libertà e Democrazia, proprietaria dei locali. Come già specificato nelle precedenti assemblee, alla predetta fu versato un contributo per concorrere al reperimento delle risorse necessarie all’acquisizione dell’immobile. In cambio, fu ottenuto l’uso gratuito per nove anni del locale attiguo e all’occorrenza, l’uso della saletta riunioni. Il periodo di nove anni è ovviamente subordinato alla detenzione dell’immobile da parte dell’associazione proprietaria.
Purtroppo, con l’inizio del 2014, la disponibilità del locale di via Balicco è stata limitata ad un uso settimanale di poche ore, in base ad un accordo intervenuto fra L’Associazione Lecchese Libertà e Democrazia e le ACLI, alle quali è stato concesso in comodato l’intero immobile di via Balicco. Tale decisione è stata assunta  da D.L. per l’impossibilità di coprire le spese condominiali annue, particolarmente elevate.
Non vi è dubbio che tale decisione abbia danneggiato la nostra Associazione, come ho avuto modo di scrivere all’Associazione L.D.  A “I Popolari” non rimaneva che valutare due ipotesi: quella di chiedere in comodato l’intero immobile con il conseguente accollo delle spese condominiali (oltre 4000 euro annui più  i costi delle utenze) apparsa apparsa da subito improponibile a causa delle poche risorse a disposizione e quella di azioni legali. Il Consiglio Direttivo, a maggioranza, ha peraltro valutato impercorribile l’ipotesi di intraprendere azioni legali nei confronti dell’Associazione proprietaria dell’immobile in considerazione degli incerti esiti e dei previsti tempi biblici, a maggior ragione dopo la valutazione delle ragioni di necessità che hanno portato L.D. ad effettuare tale scelta. Se poi si considera che LD è un’associazione senza fini di lucro, affine alla nostra, con le medesime finalità di promozione culturale (fra l’altro una ventina di soci de I Popolari sono al contempo soci di L.D.), è apparso più ragionevole ricercare una soluzione atta a contenere i disagi per ciascuna associazione, evitando di ispirare le proprie azioni a sentimenti di rancore e risentimento, non idonei per la ricerca di soluzioni accettabili. Si è così pervenuti ad un accordo con L.D. ed ACLI che contempla la fruibilità settimanale (il lunedì mattina) dell’ufficio posto nel retro di via Balicco 111 (nel quale insiste parte dell’archivio dell’Associazione, della Margherita e dei Popolari), l’uso saltuario di una saletta riunioni nella disponibilità delle ACLI (quella di questa sera) e il recapito della corrispondenza cartacea, a fronte dell’accollo da parte de I Popolari di quota parte delle bollette Enel.
Nei primi mesi del 2014 abbiamo sperimentato che la periodicità stabilita per la fruizione effettiva della sede appare sovradimensionata alle effettive necessità associative e quindi il Direttivo sta valutando se rivedere gli accordi con L.D. ed ACLI, eventualmente riducendo il tempo di fruibilità della sede a fronte di un vantaggio in termini economici. D’altra parte con la diffusione della corrispondenza elettronica non è più indispensabile disporre di un luogo fisico determinato per inviare o ricevere comunicazioni.
3.L’attività dei primi mesi del 2014
L’illustrazione dell’attività svolta non può non comprendere anche alcuni cenni su quanto realizzato o in programma per il 2014:
•22 febbraio: al COE serata conviviale presso il COE di Barzio con i partecipanti al Viaggio in Sicilia “sulle orme di don Luigi Sturzo e Giorgio La Pira” al quale hanno partecipato 35 persone.
•10 aprile:  al Centro Civico di Germanedo, in collaborazione con L’Associazione L. e D. serata sul tema  “Lavoro e nuove povertà nel contesto della crisi” con gli interventi di Giovanna Fazzini Responsabile Caritas decanale di Lecco e di Gabriele Marinoni Presidente del Consorzio Consolida. Le tematiche sono quanto mai concrete ed attuali e gli intervenuti hanno potuto conoscere anche la situazione nel lecchese.
•9 maggio:  con gli amici di Molteno commemorazione di Aldo Moro nel 36° anniversario del suo sacrificio, celebrazione di una S.Messa di suffragio e deposizione di un omaggio floreale ai monumenti dei caduti partigiani
•Autunno 2014: si sta verificando la possibilità di organizzare un viaggio a Roma per la visita all’Istituto Sturzo e alle sedi istituzionali della repubblica. Non verrà ovviamente trascurato l’aspetto culturale in senso lato, considerata  la vastità e ricchezza delle emergenze monumentali.
1.Le dimissioni di quattro consiglieri (febbraio 2014)
La vicenda della concessione in comodato alle ACLI dell’immobile di via Balicco ha suscitato all’interno del Consiglio Direttivo dell’ Associazione una forte discussione e una divergenza di valutazioni che ha portato alle dimissioni in data 24 febbraio dei consiglieri Cogliati, Cattaneo e Lissoni. Le motivazioni addotte nella lettera, ineriscono “la presa d’atto dello stato in cui si è venuta a trovare l’Associazione, culminato con la sottrazione, di fatto, della loro sede e quindi dello spazio nel quale hanno agito per lunghi anni, come loro diritto, in piena autonomia”. E ancora: “questo è potuto avvenire per un atteggiamento rinunciatario del presidente e di altri consiglieri subito inclini a rassegnarsi anziché reagire come la gravità del sopruso avrebbe suggerito”.
Va tuttavia rilevato che, posti di fronte al fatto compiuto della concessione in comodato alle ACLI, i dimissionari  non abbiano mai avanzato proposte operative concrete.
In precedenza, il 30 dicembre 2013, il consigliere Mario Bianchi rassegnò le dimissioni motivandole col fatto di “sentirsi responsabile per non essere riuscito ad ottenere un più sereno spirito collaborativo all’interno del C.D.”, presentandole dopo un incontro con la Acli per la definizione di un accordo per l’uso limitato dei locali.  Il Consiglio direttivo, composto originariamente da nove membri, si è quindi trovato ad operare legittimamente con cinque componenti  poiché il numero dei consiglieri  dimissionari rappresenta la minoranza dei componenti e non vi sono candidati non eletti per l’eventuale subentro in quanto, al momento dell’elezione, i candidati erano nove come i componenti del consiglio. Come previsto dallo Statuto la durata del Consiglio è triennale e poiché quello in carica è stato eletto dall’Assemblea del 2012,  scadrà nella primavera del 2015. Manca quindi soltanto un anno al rinnovo: la mia proposta è che l’Assemblea proceda alla cooptazione di un paio di membri al fine di assicurare un maggior grado di flessibilità al funzionamento dell’organo amministrativo.   
2.Prospettive future e programma per l’esercizio in corso
Ritengo importante chiudere la relazione con alcune indicazioni circa le prospettive e i programmi dell’Associazione.
Nel 2012 abbiamo rinnovato il consiglio direttivo e l’ingresso di alcuni elementi hanno stimolato la ripresa dell’attività ma tale elemento, di per sé, non è apparso determinante per garantire lo sviluppo e la crescita dell’associazione. Con iniziative mirate abbiamo tentato di coinvolgere  giovani e meno giovani sul territorio, nella speranza di dar corpo al  rilancio della nostra associazione. A conti fatti, abbiamo constatato che gli sforzi di maggior presenza sul territorio non hanno dato i risultati attesi. Forse non abbiamo valutato a pieno il difficile contesto culturale e sociale in cui operiamo, fortemente mutato negli ultimi decenni e per di più segnato da una difficile crisi economica e morale. E’ un contesto sociale caratterizzato dalla concezione utilitaristica, dall’attenzione alla mera convenienza personale o di gruppo, dall’individualismo, tutti elementi di una realtà sociale diffusa in cui anche la poco credibile classe politica ne è al contempo causa e ed effetto.
Evidentemente non basta l’attivismo per promuovere la cultura politica del popolarismo se il contesto culturale è poco recettivo. Le ragioni del nostro impegno culturale e politico – ne siamo convinti – si basano su un impianto solido costituito da valori, principi, storia, tradizione in grado ancor oggi di ispirare elaborazioni  e proposte per la civile convivenza. Evidentemente l’humus sociale, le condizioni di fondo, sono poco favorevoli per l’attecchimento della pianta del popolarismo. Ignorare questa realtà può produrre inutili frustrazioni con le conseguenze del caso.
Dobbiamo avere la capacità di comprendere la realtà, non immaginarne una inesistente. Non ho mai detto che per agire si debbano aspettare tempi migliori. Non sono affatto un rinunciatario. Anzi. Ritengo che il patrimonio ideale e valoriale posto alla base della nostra cultura sia più che mai valido e valga la pena impegnarsi per promuovere la cultura del popolarismo, sapendo discernere quando è il momento di accelerare o anche di andar piano   se non si può fare diversamente.
Agiamo da dodici anni non senza difficoltà: credo valga la pena continuare a perseguire le nostre finalità, tanto più in una situazione in fase di decantazione e nella prospettiva dell’apertura di possibili nuovi spazi culturali e politici. Non importa se gli aderenti sono soltanto alcune decine; in una situazione di generale incertezza ma comunque fluida e in costante cambiamento, la cui icona è rappresentata dall’assunzione di responsabilità di governo da parte di una nuova generazione libera da orpelli ideologici, credo valga la pena non smobilitare.
Certo, il popolarismo non può essere riproposto con gli schemi del passato. A partire dai nostri valori, serve una nuova elaborazione culturale adeguata ai tempi. Questo è l’obiettivo che ci proponiamo, pur nella consapevolezza dei nostri limiti, del carattere circoscritto dell’Associazione e dell’attuale contesto culturale e sociale.
Va riaffermata l’idea del dialogo fra le grandi culture (cattolicesimo politico, liberalismo, socialismo, ecc.) che hanno scritto la Costituzione e fondata la democrazia nel nostro Paese e bene ha fatto Matteo Renzi  a ricercare il coinvolgimento di tutti per riformare le istituzioni democratiche.
Fino all’altro ieri sembrava prevalere la concezione di democrazia come ostilità, scontro permanente, continua denuncia dell’avversario e dei suoi disegni inconfessabili. Il timore di essere sospettati di inciucio condizionava il possibile dialogo. La concezione che la democrazia si fondi sulle parti e sul confronto, sulla ricerca dell’accordo possibile, sulla moderazione dei toni, sulla costruzione di un onorevole compromesso in termini di contenuti, fa parte del patrimonio culturale del popolarismo e saluto con favore questa scelta di campo nella prassi politica dell’attuale presidente del consiglio.   Un’autorevole rivista ipotizza che lo stile “pop” presente nei discorsi di Renzi potrebbe richiamare il populismo. Potrebbe però far riferimento anche ad una versione attualizzata del “Popolarismo”, quando invita i politici a tenere i piedi per terra, all’ascolto diretto di come vivono le persone, a farsi capire senza perdersi in ragionamenti contorti quanto teorici.
Con queste parole, vorrei chiarire che non intendo schierarmi con chi oggi guida il Paese e il PD. Nel contesto della nostra Associazione non avrebbe senso. Le valutazioni inerenti scelte e metodi di Renzi non sono ispirate a concezioni  “lideriste” o ad opzioni politico-partitiche opportuniste (salire sul carro dei vincitori). Le mie osservazioni esprimono semplicemente la condivisione di un metodo, applicato alla concretezza politica, metodo da noi più volte proposto nell’ attività culturale/politica e illustrato nella relazione all’Assemblea dello scorso anno. A mio avviso, la grande affermazione di Renzi trae origine da queste idee, dal suo proposito di occuparsi delle vere preoccupazioni dei cittadini, evitando di guardare problemi e soluzioni attraverso  le lenti distorte dell’ideologia e abbandonando la manfrina politica. I tempi sono cambiati, le ideologie sono scomparse, nella percezione della gente c’è molto disincanto ma la serietà di una proposta politica popolare fa forse riecheggiare tempi in cui l’obiettivo del bene comune era condiviso da buona parte del Paese e stimola la raccolta di consenso.
I segnali importanti pervenuti dall’esito delle elezioni europee dicono che qualcosa si sta muovendo e ci devono incoraggiare a continuare con vigore la nostra attività, da soli e in cooperazione con altri La collaborazione non presuppone rinuncia alla propria autonomia; al contrario crea le condizioni per il dialogo e il superamento di particolarismi e primogeniture quanto mai anacronistici ed inutili. Lo abbiamo fatto anche di recente con reciproca soddisfazione. Le sinergie messe in campo hanno consentito il confronto aperto e l’ incremento della qualità degli eventi.
Rimangono quindi valide le linee guida già tracciate, alle quali abbiamo cercato di tenere fede e che brevemente riassumo:
•approfondimento della cultura del popolarismo e del cattolicesimo politico e democratico, della storia dei movimenti che vi fanno riferimento;
•rivisitazione del pensiero politico di Luigi Sturzo e delle altre grandi figure del movimento popolare e cattolico democratico, con attenzione al loro pensiero prima che al personaggio;
•rivisitazione della Dottrina sociale della Chiesa quale fonte primaria dell’impegno nella società, nella consapevolezza che di per sé non può rappresentare una ricetta per la soluzione dei problemi sociali e politici ma necessita di essere coniugata in termini culturali. Tale compito non spetta alla Chiesa ma alla responsabilità dei laici in piena autonomia;
•approfondimento del valore del sistema democratico inteso come effettiva partecipazione dei cittadini alla vita socio-poilitica (non solo sistema di regole formali);
•riscoperta del valore civile e sociale della Carta Costituzionale quale punto di incontro per un’etica comune di tutti i cittadini italiani;
•lettura e approfondimento dei cambiamenti in atto con particolare riferimento a etica, mutazione dei costumi, globalizzazione, crisi economica;
•lettura della realtà locale finalizzata all’elaborazione di proposte per il territorio per dare maggior concretezza all’attività dell’Associazione in ordine ai problemi del territorio stesso e dei cittadini
1.Conclusioni
Ancora una volta ritengo di chiudere la relazione ricordando le finalità individuate nello Statuto all’atto della costituzione de I Popolari:  “mantenere viva ed attuale la presenza organizzata del cattolicesimo democratico nella vita politica e sociale del territorio della provincia di Lecco, operare affinché l’ispirazione cristiana sia ancora fonte di impegno civile e capace di progettare una convivenza solidale eticamente fondata in grado di guidare il cambiamento e renderlo strumento di crescita dell’uomo e della comunità”.
Nel corso del 2013 abbiamo cercato di concretizzare con la nostra attività lo scopo assegnatoci dallo Statuto. Analoga proposito ci prefiggiamo in quest’ultimo scorcio di mandato, con animo più sollevato dai segnali di cambiamento recentemente intervenuti e chiedendo a tutti i soci la collaborazione.
Vi ringrazio per l’attenzione.

Lecco,6 giugno 2014
Il Presidente – Bruno Manzini


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