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Assemblea 2016

Assemblee
ASSEMBLEA annuale in convocazione ordinaria
27 giugno 2013 ore 21
presso la sede

Relazione Assemblea soci 27 giugno 2013
Assemblea ordinaria dell’Associazione “I Popolari”
della provincia di Lecco – 27 giugno 2013
Prima di svolgere la relazione mi sento in dovere di ricordare gli amici recentemente scomparsi che hanno militato a vario titolo nell’Associazione o comunque nel movimento cattolico-democratico:
•Antonio Bellati, appassionato scrittore, poeta, cultore di storia locale, pubblico amm.re, socio *
•Angelo Bonacina di Galbiate aderente da anni
•Benedetto De Angelis, appassionato amministratore locale residente a Dervio
•Andrea De Franco, giovane componente del Consiglio de I Popolari fino al 2008
•Lamberto Riva, figura di riferimento in ambito culturale e cattolico, preside, deputato dell’Ulivo
Propongo un istante di silenzio. Grazie.
Premessa
L’Assemblea ordinaria 2013 scandisce il primo anno di attività del nuovo consiglio, eletto esattamente il 14 giugno 2012 e,  come previsto dallo Statuto, viene presentata relazione in ordine all’andamento dell’associazione. Ci si è avvalsi della facoltà consentita di convocare l’Assemblea entro sei mesi per consentire il rinnovo dell’adesione ed eventuali  nuove iscrizioni  da raccogliere in sede di riunioni decentrate programmate con decorrenza 4 aprile  nelle varie zone del territorio provinciale.
1. I soci
Preliminarmente alle valutazioni di merito è opportuno fornire un quadro degli associati 2013 con il raffronto agli anni precedenti:
anno 1° sem. 2013     2012     2011     2010     2009    2008   20 XI2008
iscritti            65               64         78          92         127       72            19
Nelle precedenti assemblee abbiamo avuto modo di valutare le motivazioni sottostanti alla forte variazione verificatasi nel numero di soci, passati dai 485 del 2002 ai 19 del 24 novembre 2008, data di svolgimento dell’Assemblea straordinaria tenutasi alla presenza del notaio per la modifica dello Statuto. Sono emerse situazioni di disorientamento e disagio verificatesi fra i soci a seguito dei continui e repentini cambiamenti in ambito politico-partitico conseguenti  alla cessazione del Partito Popolare, alla costituzione della Margherita e successivamente del Partito Democratico. Appare  plausibile ritenere che i continui mutamenti abbiano messo in discussione lo stretto rapporto intercorrente fra impegno culturale-politico e politico-partitico, all’equilibrio del quale si era pervenuti  nel periodo immediatamente successivo alla sospensione dell’attività del Partito Popolare avvenuta nel 2002.
Per il periodo intercorrente fra la fine del 2008 e il 2013 si registrano variazioni più contenute, per certi versi fisiologici,  riconducibili ad adesioni o mancati rinnovi di gruppi (una ventina di iscritti di Oggiono, ad esempio, nel 2011) o semplicemente a banali dimenticanze e/o pigrizie nella spedizione o consegna della domanda di rinnovo, come dimostra il comportamento di un certo numero di iscritti che ad anni più o meno alterni rinnovano o non rinnovano l’adesione. Appare tuttavia evidente che le spiegazioni ricordate denotano Incertezza, freddezza e una debolezza motivazionale in parte ascrivibile alle condizioni di frustrazione derivanti dal poco edificante spettacolo dato dalle forze politiche e in parte riconducibile alla natura stessa dell’ associazione che si occupa di cultura politica. A differenza dei partiti non vi sono “posti” da spartire o potere da distribuire!.
Tuttavia dalla situazione affiorano altri interrogativi: l’ elaborazione di proposte inerenti le problematiche di oggi viene condivisa o capita dai nostri aderenti? Non verrà letta come indebita interferenza politica in contrapposizione a chi guida le istituzioni?
2.L’attività degli organi statutari
Nel corso dell’esercizio 2012 il Consiglio direttivo si è riunito una decina di volte. Dal 14 giugno 2012 è entrato in carica il nuovo consiglio direttivo eletto nell’Assemblea tenutasi nella medesima data. Nella riunione del 27 giugno 2012 il consiglio ha eletto il presidente (Bruno Manzini), il vice presidente (Giorgio Cattaneo), il segretario-tesoriere (Angelo Meroni) e provveduto ad attribuire gli incarichi nei settori manifestazioni (U.Cogliati e M. Bianchi), comunicazione (A.Lissoni, G.Cattaneo), rapporti con le associazioni (B.Manzini, G. Della Bella), il tutto nell’ottica di coinvolgere i consiglieri nella gestione dell’Associazione e distribuire il lavoro, come per altro richiesto dal presidente al momento dell’accettazione dell’incarico. Il Consiglio ha inoltre provveduto ad approvare un documento per il rilancio dell’Associazione. Tale documento, pur delineando compiutamente gli aspetti organizzativi dell’attività dell’Associazione, si pone in continuità con le linee guida individuate negli anni precedenti e perseguite anche nella prima metà del 2012.
3.L’attività       culturale-politica 2012
Numerose le iniziative attuate nel corso del 2012, delle quali qui di seguito si dà conto:
•2 Marzo 2012 – in collaborazione con il MEIC incontro sul tema “Che ne è dei laici dopo il Concilio Vaticano II – I laici e la Lumen Gentium” con la partecipazione del prof. Don Antonio Cerreti,  docente di teologia e discipline ecumeniche al Marianum di Roma, con la partecipazione di una cinquantina di persone.
•17 Maggio 2012 – ancora in collaborazione con il MEIC incontro di riflessione sul tema “Una nuova stagione di impegno e servizio per i cattolici in Italia?” con l’introduzione del prof. Guido Formigoni, docente di storia contemporanea presso l’Università Iulm di Milano ed autore di diversi studi e libri sull’argomento. L’evento ha visto la partecipazione di una cinquantina di persone aderenti alle due associazioni, di alcuni consiglieri comunali e di alcuni “esterni”.
•22 giugno 2012 – su proposta di alcuni amici di Molteno, celebrazione di una S. Messa in suffragio del sen. Luigi Scalfaro, deceduto da pochi mesi,  per pregare e ricordarne la figura e l’intensa attività politica mai cessata nemmeno dopo il settennato alla presidenza della Repubblica. La Messa è stata celebrata dal Vescovo emerito di Novara mons. Renato Corti, legato da rapporti d’amicizia con il compianto sen. Scalfaro. L’omelia del vescovo fu incentrata sulla testimonianza umana e dell’attività politico-istituzionale di Scalfaro
•3 ottobre 2012 –  incontro con relazione del Presidente del MEIC prof. Lamberto Riva, già parlamentare ed ex preside. Il tema individuato: “Riflessioni sull’attualità del pensiero e dell’insegnamento di don Luigi Sturzo” è stato svolto con competenza e passione, ottenendo l’apprezzamento dei numerosi presenti.
•20 ottobre 2012 – gita sociale a Ravenna dove, nella chiesa parrocchiale di Benigno Zaccagnini,  abbiamo incontrato la vedova e il figlio dello  stesso Zaccagnini e ascoltato alcune testimonianze sulla figura e l’opera. E’ seguito l’incontro toccante con il card. Tonini. Non è mancato l’aspetto ricreativo e culturale con la visita guidata alla città e il pranzo in un accogliente ristorante. All’evento hanno partecipato n. 51 persone.
•15 novembre 2012 – diffusione di un documento dal titolo “I Popolari e la crisi” messo a punto dal Consiglio direttivo con la finalità di far conoscere la posizione dell’Associazione nei riguardi di un contesto politico caotico caratterizzato da una grave crisi morale ed economica.
•5 dicembre 2012 – incontro con il presidente ALER della Provincia di Lecco al quale abbiamo chiesto di introdurre il dibattito sul tema “Il diritto all’abitazione: uno sguardo alla situazione attuale”. La riunione è stata utile per chiarire le problematiche connesse all’edilizia residenziale pubblica o popolare, in particolare alla situazione locale. Peccato che la partecipazione di aderenti e/o pubblico sia stata minima.
•15 dicembre 2012 – Messa di suffragio per tutti gli amici defunti nella quale è stato rivolto un pensiero in particolare ad Aldo Moro nel trentacinquesimo anniversario del suo sacrificio. La partecipazione è stata di una sessantina di persone, aderenti e parenti degli amici defunti.
Complessivamente, nel corso del 2012 abbiamo dato vita a sette eventi pubblici, sia in proprio che in collaborazione con altre associazioni. Ancora una volta abbiamo potuto sperimentare positivamente la collaborazione fra associazioni diverse la cui sinergia consente di avere a disposizione valenti relatori e una platea più ampia di pubblico, fattori non secondari per un’efficace operatività dell’Associazione.
La partecipazione di aderenti e di pubblico è stata complessivamente soddisfacente. Rimane valida comunque la convinzione che l’attività dell’Associazione non debba essere valutata nell’ottica di un successo di pubblico o di un maggior riscontro mediatico. L’ obiettivo prioritario deve essere la promozione della cultura del popolarismo, cominciando proprio dalla riflessione proposta agli aderenti.
4.Il bilancio, le risorse, la sede
Le risorse finanziarie a disposizione dell’Associazione sono rappresentate dalle quote di adesione e da modesti contributi degli associati.
Abbiamo cercato di comprimere il più possibile le spese ma alcune sono incomprimibili, dovendo concorrere in quota parte alle spese di condominio, di energia elettrica, di tassa rifiuti, ecc. per le quali abbiamo concordato con la proprietà dell’immobile un’equa ripartizione. Con la stessa abbiamo stabilito rapporti di reciproca collaborazione che  hanno evitato eccessive rigidità nelle valutazioni di situazioni pregresse.
Fortunatamente siamo riusciti a contenere le spese per la realizzazione delle iniziative; l’organizzazione degli eventi ha richiesto impegni  limitati ai soli bolli postali o al costo degli omaggi per i relatori, grazie all’ospitalità delle associazioni di categoria e alle sinergie riconducibili alla collaborazione con le associazioni partner.
Le risorse umane sono rappresentate dai membri del Consiglio Direttivo il quale, con la distribuzione degli incarichi, si è dato una più efficace  ripartizione dei compiti per il rilancio dell’attività associativa.
A tutt’oggi permane la fruibilità della sede, grazie all’accordo di comodato sottoscritto in data 27/10/2009 con l’Associazione Libertà e Democrazia, proprietaria dei locali. Come già specificato nelle precedenti assemblee, alla predetta abbiamo versato un contributo per concorrere al reperimento delle risorse necessarie all’acquisizione dell’immobile. In cambio, abbiamo ottenuto l’uso gratuito per nove anni del locale attiguo e all’occorrenza, l’uso della sala riunioni in cui siamo riuniti. Il periodo di nove anni è ovviamente subordinato alla detenzione dell’immobile da parte dell’associazione proprietaria.
5.L’attività dei primi mesi del 2013
L’illustrazione dell’attività svolta non può non comprendere anche alcuni cenni su quanto realizzato nei primi mesi del 2013:
•Il 22 gennaio abbiamo messo in cantiere un incontro sui temi dell’Università e della formazione della classe dirigente, con particolare riguardo alla situazione lecchese. Relatori della serata il prorettore del Politecnico lecchese prof. Marco Bocciolone e il sen. Antonio Rusconi, capogruppo PD in Commissione Cultura, istruzione e università del Senato. Buona la partecipazione di pubblico.
•L’11 febbraio abbiamo diffuso un documento in vista delle imminenti elezioni politiche dal titolo “l’Associazione de I Popolari e il voto del 24 febbraio” col quale si indicavano alcuni criteri di lettura della situazione politica per valutare con oculatezza la scelta della lista da votare.
•Il 4 aprile, il 7 maggio e il 27 maggio sono state organizzati incontri decentrati sul territorio rivolti principalmente ad amici già aderenti all’Associazione, al Partito Popolare o alla Margherita. Gli eventi si sono svolti rispettivamente a Garbagnate Monastero, a Barzanò e a Cernusco Lombardone e hanno registrato complessivamente la partecipazione di una cinquantina di persone. Lo scopo degli incontri era di far conoscere l’Associazione incentivando la partecipazione e l’adesione a I Popolari con la presenza sul territorio. Ai partecipanti è stata omaggiata una copia della pubblicazione realizzata a cura di Umberto Cogliati  per la ricorrenza del decennale di fondazione dell’Associazione.
•In questi mesi si è dato corso ad una ricognizione delle associazioni/fondazioni presenti in Italia che si rifanno al popolarismo. Ne sono state individuate alcune a Torino, in Sicilia, a Roma. Con quella di Torino sono stati presi contatti per valutare le modalità di una possibile collaborazione; si è fatto altrettanto in Sicilia e grazie a tali contatti  è in fase di organizzazione la gita per la visita ai luoghi di don Luigi Sturzo alla quale hanno già aderito n. 35 persone.
•Il 30 maggio, in collaborazione con la lista civica Progetto Valmadrera, abbiamo proposto ai nostri associati la partecipazione all’ incontro con Lino Duilio, già responsabile delle Scuole Diocesane Sociopolitiche, sul tema “E’ possibile ancora credere in Politica?”
•Il 13 giugno, sempre in collaborazione con la lista civica Progetto Valmadrera, abbiamo invitato gli associati all’incontro con Tiziano Treu, professore di Diritto del Lavoro e già Ministro del Lavoro sul tema  “Il lavoro e le difficoltà dei giovani”.
Queste ultime iniziative,  pur essendo programmate nell’ambito di un percorso di formazione organizzato dalla lista Civica Progetto Valmadrera per un gruppo di giovani, in accordo con la predetta lista, si è deciso di estenderle anche ai nostri associati, vuoi per la pregnanza degli argomenti quanto mai attuali, vuoi per l’autorevolezza dei relatori. Il tutto nella già sperimentata  logica di collaborazione con altri soggetti interessati alla divulgazione di una cultura politica affine alla nostra.
6.Comunicazione interna/esterna, rapporti con la      stampa
Da alcuni mesi è operativo il sito Internet dell’Associazione curato dal Vice presidente Cattaneo e impostato sperimentalmente con modalità di blog. Ovviamente il numero delle visite è ancora contenuto ma si confida di raggiungere molte più persone man mano che lo stesso verrà conosciuto.
La stampa locale ha dato evidenza all’attività dell’Associazione. Ovviamente si  tratta di un’evidenza commisurata alla risonanza dell’evento (notorietà dei relatori, importanza delle tematiche, ecc.). In genere, sui giornali sono apparse poche righe ma per alcuni eventi anche spazi maggiori con tanto di  foto, in particolare sul Giornale di Lecco e su La Provincia.
7.Prospettive future e programma per l’esercizio in corso
Sin qui l’illustrazione della relazione del Consiglio Direttivo sull’andamento dell’Associazione.
Nella mia responsabilità di presidente non voglio tuttavia rinunciare ad esprimere alcune considerazioni sulle prospettive e sui programmi dell’Associazione.
Lo scorso anno abbiamo rinnovato il consiglio direttivo e l’ingresso di alcuni elementi hanno stimolato la ripresa dell’attività con rinnovato vigore ma tale elemento, di per sé, non appare sufficiente a garantire lo sviluppo e la crescita dell’associazione; con iniziative mirate abbiamo tentato di coinvolgere  giovani e meno giovani sul territorio, nella speranza di dar corpo al  rinnovamento della nostra associazione. Purtroppo i risultati sono a tutt’oggi modesti.
Taluni ipotizzano che basti moltiplicare le iniziative e la presenza dell’Associazione per raccogliere consensi ed adesioni, sottovalutando il difficile contesto culturale e sociale in cui operiamo, fortemente mutato negli ultimi decenni e per di più segnato da una difficile crisi economica e morale. E’ un contesto sociale caratterizzato dall’individualismo, dalla concezione utilitaristica, dall’attenzione alla mera convenienza personale o di gruppo, tutti elementi di una realtà sociale diffusa in cui anche la poco credibile classe politica ne è al contempo causa e ed effetto.
L’esito delle iniziative messe in campo sembrano confermare tale valutazione; lo stesso andamento delle adesioni nel corso degli anni e i modesti risultati ottenuti nel 2013 con le riunioni sul territorio, sono un ulteriore conferma delle difficoltà a far comprendere il nostro messaggio.
Evidentemente il solo attivismo o la sola azione di marketing per “vendere” (mi si passi il termine) la cultura politica del popolarismo non porta a risultati apprezzabili se l’offerta trova un contesto non recettivo. Il “prodotto” (per continuare con la metafora) può essere buono ma se il mercato non lo recepisce, a mio avviso è inutile svenarsi profondendo energie e investendo risorse sproporzionate (umane e finanziarie, comunque sempre scarse!) in mancanza delle condizioni di fondo. Il rischio è quello di produrre inutili frustrazioni e di finire con l’emulare le battaglie di don Chisciotte contro i mulini a vento.
Dobbiamo avere la capacità di comprendere la realtà, non immaginarne una inesistente. Non è un atteggiamento rinunciatario il mio; non ho mai detto che ci si debba sedere in attesa di tempi migliori. Anzi. Ritengo che il patrimonio ideale e valoriale posto alla base della nostra cultura sia più che mai valido e valga la pena impegnarsi per ravvivare la fiamma del popolarismo, sapendo discernere quando è il momento di soffiare sul fuoco e quanto invece è il momento di impedirne lo spegnimento, magari accontentandosi  di tenere accesa una piccola fiamma, se non si può fare diversamente.
Io credo che l’Associazione debba proseguire la propria attività perseguendo le finalità statutarie. Non importa se gli aderenti sono soltanto alcune decine; in una situazione di generale incertezza in campo politico-partitico e sul versante della cultura politica, credo valga la pena non smobilitare, tanto più in una situazione fluida e in continuo cambiamento. Agiamo da dieci anni non senza difficoltà: credo valga la pena proseguire in una situazione in fase di decantazione e nella prospettiva dell’apertura di possibili nuovi spazi.
Certo, il popolarismo non può essere riproposto con gli schemi del passato. A partire dai nostri valori, serve una nuova l’elaborazione culturale adeguata ai tempi. Questo è l’obiettivo che ci dobbiamo proporre, pur nella consapevolezza dei nostri limiti, del carattere circoscritto dell’Associazione e del contesto culturale e sociale poco favorevole.
Va riscoperto il valore della partecipazione non avendo timori di perseguire obiettivi non più di moda, soppiantati, nella concezione comune, dall’efficientismo. La partecipazione democratica è la declinazione del concetto di valore della persona propria del nostro patrimonio culturale.
Va riaffermata l’idea che il dialogo fra le grandi culture (cattolicesimo politico, liberalismo, socialismo, ecc.) che hanno scritto la Costituzione e fondata la democrazia nel nostro Paese debba essere aperto e consapevole per consentire un confronto positivo e produttivo; troppo spesso invece il confronto è stato soffocato o limitato a pura operazione di facciata per ragioni strumentali di potere o di quieta convenienza (vedi PD).
Va superata la concezione che la democrazia debba essere ostilità, scontro permanente, continua denuncia dell’avversario e dei suoi disegni inconfessabili. Il timore di essere sospettati di inciucio non può condizionare il possibile dialogo. Va riaffermato che la democrazia si fonda sulle parti e sul confronto, a volte duro, ma anche sulla ricerca dell’accordo possibile, sulla moderazione dei toni, sulla costruzione di un onorevole compromesso in termini di contenuti, in particolare quando non si dispone di ampie maggioranze. Forse, in questo contesto bipolare caratterizzato dall’odio nei riguardi dell’avversario, vale la pena riscoprire la lezione di statisti come De Gasperi e Moro, autorevoli interpreti della cultura popolare e democratica.
Per attuare tutto ciò, sul presupposto di salvaguardare le peculiarità di ciascun soggetto, può essere importante il confronto e la collaborazione con altre associazioni, in particolare con quelle di ispirazione cristiana e/o della medesima area culturale. La collaborazione non presuppone rinuncia alla propria autonomia; al contrario crea le condizioni per il dialogo e il superamento di particolarismi e primogeniture quanto mai anacronistici ed inutili. Lo abbiamo fatto anche di recente con reciproca soddisfazione. Le sinergie messe in campo hanno consentito il confronto aperto, l’ incremento della qualità degli eventi, il raggiungimento di un maggior numero di persone.
Detto ciò, a mio avviso Il rilancio dell’associazione passa operativamente per le seguenti linee guida:
•approfondimento della cultura del popolarismo e del cattolicesimo politico e democratico, della storia dei movimenti che vi fanno riferimento;
•rivisitazione del pensiero politico di Luigi Sturzo e delle altre grandi figure del movimento popolare e cattolico democratico, con attenzione al loro pensiero prima che al personaggio;
•rivisitazione della Dottrina sociale della Chiesa quale fonte primaria dell’impegno nella società, nella consapevolezza che di per sé non può rappresentare una ricetta per la soluzione dei problemi sociali e politici ma necessita di essere coniugata in termini culturali. Tale compito non spetta alla Chiesa ma alla responsabilità dei laici in piena autonomia;
•approfondimento del valore del sistema democratico inteso come effettiva partecipazione dei cittadini alla vita socio-poilitica (non solo sistema di regole formali);
•riscoperta del valore civile e sociale della Carta Costituzionale quale punto di incontro per un’etica comune di tutti i cittadini italiani;
•lettura e approfondimento dei cambiamenti in atto con particolare riferimento a etica, mutazione dei costumi, globalizzazione, crisi economica;
•lettura della realtà locale finalizzata all’elaborazione di proposte per il territorio per dare maggior concretezza all’attività dell’Associazione in ordine ai problemi del territorio stesso e dei cittadini
8.Conclusioni
Le finalità individuate nello Statuto all’atto della costituzione de I Popolari sono sempre valide:  “mantenere viva ed attuale la presenza organizzata del cattolicesimo democratico nella vita politica e sociale del territorio della provincia di Lecco, operare affinché l’ispirazione cristiana sia ancora fonte di impegno civile e capace di progettare una convivenza solidale eticamente fondata in grado di guidare il cambiamento e renderlo strumento di crescita dell’uomo e della comunità”.
Non possiamo allora che salvaguardare una realtà associativa, sia pur piccola e modesta come la nostra. A chiudere si è sempre in tempo; ricostruire da capo è molto più difficile e faticoso. A mio avviso, dobbiamo andare avanti con rinnovata energia e con realismo, con obiettivi alti ma con la consapevolezza delle difficoltà ad operare in un contesto culturale e sociale come l’attuale. Dobbiamo agire con determinazione ed equilibrio. Probabilmente di momenti travagliati e confusi ne vivremo ancora. Tuttavia, disporre di uno strumento quale l’Associazione – per quanto limitato -  ci potrà agevolare nella lettura e nella valutazione degli accadimenti.
Vi ringrazio per l’attenzione.

Lecco, 27 giugno 2013
Il Presidente – Bruno Manzini
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